Il bonus per depuratore acqua è un tema da verificare sempre in base all’anno di spesa, perché requisiti e scadenze delle agevolazioni fiscali possono cambiare. Per acquistare un impianto è quindi utile distinguere il prezzo del prodotto da eventuali incentivi disponibili.

Depuratore moderno sotto il lavello con borraccia e calcolatrice su un piano cucina.

Bonus acqua potabile: come funzionava

Il bonus acqua potabile ha previsto, per le annualità indicate dalla norma, un credito d’imposta per le persone fisiche, le attività d’impresa e chi svolge un’attività commerciale. L’obiettivo era favorire il miglioramento dell’acqua potabile e ridurre il consumo di bottiglie, con un minore consumo di contenitori in plastica.

Le spese agevolabili riguardavano specifici apparecchi e le spese sostenute dovevano essere documentate. Per le persone fisiche, il limite era indicato in 1.000 euro per ciascun immobile; per soggetti diversi potevano applicarsi limiti e condizioni differenti.

Documenti e comunicazione

I documenti devono essere conservati e le procedure venivano definite dall’Agenzia delle Entrate. Nei periodi in cui la misura era prevista, la comunicazione dei dati avveniva via telematica, normalmente entro il mese di febbraio dell’anno successivo alle spese. Era necessario indicare correttamente i dati richiesti: per ridurre gli errori, il codice fiscale del soggetto che richiede il credito doveva essere riportato con precisione.

Prima di procedere, è essenziale verificare sul sito dell’Agenzia delle Entrate se il bonus è attivo per l’anno in corso e quali siano gli importi ammessi. Questo evita errori nella richiesta e consente di valutare con chiarezza il reale bonus per depuratore acqua disponibile.

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