L’acqua dura contiene una quantità più elevata di sali di calcio e magnesio. Durante il riscaldamento questi minerali possono favorire la formazione di calcare e di depositi di calcare su rubinetti, bollitori, tubazioni ed elettrodomestici.

Acqua del rubinetto che riempie un bicchiere accanto a un bollitore con calcare.

Il grado di durezza descrive proprio la concentrazione di questi sali. In Italia viene spesso espresso in gradi francesi (°f): un valore di 1 °f corrisponde, in modo convenzionale, a 10 mg di carbonato di calcio per litro di acqua. La classificazione può essere utile per capire se l’acqua è più o meno ricca di calcare.

Quando si parla di acqua dolce o dura

In genere si parla di acqua dolce quando i valori sono bassi, mentre oltre 30 f l’acqua è comunemente considerata molto dura. La situazione può essere diversa da una zona all’altra perché dipende dall’origine dell’acqua e dalle rocce attraversate prima di arrivare alla rete idrica.

L’acqua dura resta normalmente utilizzabile se rispetta i parametri di potabilità; il tema riguarda soprattutto le incrostazioni e la manutenzione degli impianti domestici. Per conoscere i valori del proprio Comune è possibile consultare le analisi pubblicate dal gestore idrico o richiedere maggiori informazioni a un tecnico qualificato.

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Acqua troppo dura? Valuta un addolcitore

Quando il calcare crea problemi ricorrenti, un addolcitore d’acqua può aiutare a ridurre la durezza dell’acqua destinata agli impianti domestici. Gli esperti Clearwater possono valutare la soluzione più adatta alle caratteristiche dell’abitazione.